Proiezione Occupazionale di Diplomi e Lauree

Nel rispondere ai dubbi e alle domande dei genitori alle prese con le scelte scolastiche dei propri figli, ci siamo resi conto di un meccanismo già noto, il basare credenze su idee che abbiamo già in testa ma che non sono confutate da dati reali.

Quando si è già convinti di qualcosa è molto difficile che si vada a cercare informazioni maggiori a riguardo oppure, quando succede, si tende a focalizzare la propria attenzione su quelle nozioni che confermano l’idea già presente.

Questo succede anche quando si parla di scuole superiori, di possibilità in termini di studio e di lavoro.
Abbiamo deciso di raccogliere in questo articolo dati ufficiali (e attuali) provenienti da Almalaurea, che è il maggior organo di analisi statistica riguardo il campo universitario, da Istat e dati ufficiali Confindustria.


Speriamo così di fornire informazioni importanti, magari sfatare qualche falso mito e di fornire in ogni caso un modo per consultare facilmente dati di comune utilità.

Ricordiamo inoltre che Liceo, Istituto Tecnico e Istituto Professionale, se completati i 5 anni di studio, danno tutti la possibilità di accesso all’istruzione universitaria.

Quali sono i diplomi più richiesti?

In numerosi settori la carenza di competenze richieste è compresa tra il 43% e oltre il 50% degli impiegati.

I diplomi più richiesti sono nei seguenti settori (Fonte Confindustria/Istat):

  • Turismo, enogastronomia e ospitalità (56,4%).
  • Elettronica e elettrotecnica (54,5%).
  • Amministrazione, finanza, marketing (52,3%).
  • Grafica e comunicazione (48,6%).
  • Chimico, materiali e biotecnologie (43,7%).

Quali sono le lauree più richieste?

Dallo studio di Almalaurea emerge che, a distanza di 5 anni, i laureati intervistati che hanno trovato più facilmente lavoro sono quelli specializzati in ingegneria industriale e dell’informazione, in informatica e tecnologie ICT (Information and Communication Technologies), in architettura e ingegneria civile.
Buoni anche i tassi di occupazione relativi ai laureati a ciclo unico nel settore economico, medico, sanitario e farmaceutico.

Differenze tra lauree triennali e specialistiche.

Il 66,2% di coloro che hanno conseguito solo la laurea triennale è occupato. Ma, secondo i dati Almalaurea, le migliori lauree triennali per trovare lavoro sono quelle nel settore Sanitario e Agro-Veterinario in cui il 76,1% trova facilmente impiego anche dopo soli 3 anni di corso. Le percentuali sono pari a:

  • Economica, Giuridica e Sociale: 66,2% di occupati;
  • Artistica, letteraria ed educazione: 64,6% di occupati;
  • STEM: 60,05% di occupati.

Il 77,6% di coloro che hanno conseguito solo la laurea magistrale (sia biennale che a ciclo unico) è occupato. Ma, secondo i dati Almalaurea, le migliori lauree magistrali per trovare lavoro sono quelle nel settore STEM (discipline scientifico-tecnologiche “scienza, tecnologia, ingegneria e matematica” e i relativi corsi di studio) in cui l’86,5% trova facilmente impiego. 

Le percentuali sono pari a:

  • Sanitario e Agro-Veterinario: 82,5% di occupati:
  • Artistica, letteraria ed educazione: 70,7% di occupati;
  • Economica, Giuridica e Sociale: 70% di occupati.

Le indagini sul mondo del lavoro offrono spunti molto interessanti.

Sono state rilevate e si prevedono per gli anni futuri, una grossa carenza di persone formate a vari livelli di specializzazione su un diverso numero di settori.

Non è nostra intenzione far passare il messaggio che si debba scegliere il proprio percorso formativo sulla base delle proiezioni delle possibilità lavorative, tuttavia è importante essere informati sul mercato del lavoro ed è interessante vedere come ci siano interi settori che propongono alte percentuali di offerte di lavoro.

Concludiamo questa carrellata con dei dati che troviamo particolarmente rilevanti.
Rispondono a molte domande che ci vengono poste dai genitori. Ci riferiamo in particolare alla paura che scegliendo una strada diversa da quella dei percorsi liceali i ragazzi non saranno più in grado poi di scegliere eventualmente di continuare gli studi.


Oggi, molto più rispetto ad una volta, possiamo decidere di cambiare strada in qualunque momento. I ragazzi non devono decidere a 13 anni del loro intero futuro.

Rimane comunque importante domandarsi quale è la propria inclinazione futura perché naturalmente una scuola avvicina più ad uno sbocco rispetto ad un’altra tuttavia siamo davvero noi a costruire il nostro futuro.

Questa tabella mostra come su 10 studenti iscritti all’università, 7 provengono da un percorso liceale, 2 da istituti tecnici e 1 da un istituto professionale. Se ci soffermiamo a pensare alle percentuali non si tratta di numeri piccoli e confermano la possibilità di accesso per tutti ad una istruzione maggiore.

Questa ultima tabella mostra la distribuzione in percentuale delle scelte post diploma di studenti e studentesse che hanno frequentato un liceo, un istituto professionale o un tecnico.
Le percentuali confermano i percorsi per i quali queste scuole sono state studiate: chi immagina di volersi inserire il prima possibile nel mondo del lavoro sceglierà un istituto professionale piuttosto che un liceo che non prepara nel pratico al lavoro. Tuttavia è possibile notare notevoli percentuali che si discostano in virtù di percorsi diversi e personali.

Il nostro intento è e sarà sempre quello di suscitare dubbi e sondare le certezze e lo facciamo fornendo informazioni che speriamo siano sempre il più chiare e dirette possibili e mettendo a disposizione la nostra esperienza e professionalità.

Related Articles

Responses

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *