Psicoanalisi – La Nostra Mente Secondo Freud

Psicoanalisi – La Nostra Mente Secondo Freud

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Psicoanalisi - la mappa della Mente: Inconscio- Preconscio e Conscio

Mentre per i più “Cosciente” e “Psichico” erano la stessa cosa: grazie a Freud “Psichico” divenne un concetto che riconosceva l’esistenza di qualcosa di psichico ma non “cosciente” (S. Freud, 1915-1917).

Anzitutto Freud propone una netta distinzione tra processi psichici Consci (Coscienti) e Inconsci (Non Coscienti).

Nella sua esposizione di elementi concettuali astratti relativi alla struttura delle nostre funzioni psichiche; S. Freud ha utilizzato delle immagini metaforiche molto chiare per descrivere il funzionamento e la struttura della nostra mente.

Nel saggio “Introduzione alla Psicoanalisi” Freud (1915-1917) propone una magistrale rappresentazione topografica del nostro mondo psicologico.

Egli, anzitutto, paragona il Sistema dell’Inconscio a una Grande Anticamera. Così facendo Introduce una vera e propria mappa della mente.

Continua: “…con questa Anticamera comunica un seconda stanza, più stretta, una specie di Salotto; in cui soggiorna anche la Coscienza. Sulla soglia tra le due stanze vi è un guardiano (denominato Censura), che esamina, censura i singoli impulsi psichici e non li ammette nel salotto se non gli vanno a genio”.

Secondo questa immagine metaforica: “gli impulsi psichici, contenuti nell’anticamera dell’inconscio, sono sottratti allo sguardo della coscienza; che infatti soggiorna nell’altra stanza. Se il guardiano (Censura) non li lascia passare vuol dire che non sono ammissibili alla coscienza”; per questo Freud li definisce Rimossi.  

Ogni contenuto psichico, anche se ha superato il controllo del guardiano (Censura), o l’ha eluso e ha avuto accesso al salotto, non è detto che sia automaticamente attenzionato dalla coscienza.

Aggiungo io << Proprio come ogni elemento di una stanza in cui andiamo quando magari visitiamo degli amici. Elementi che, se non ci prestiamo attenzione, potrebbe essere presenti ma non coscienti>>.

“Questi contenuti psichici possono diventare Coscienti solo se riescono ad attirare su di se lo sguardo della coscienza”. Questa seconda stanza, il salotto, Freud lo denomina il Sistema del Preconscio.

Freud quindi immagina, come egli stesso riassume l’esistenza di “due vani ( Inconscio e Preconscio), un Guardiano (Censura) sulla soglia tra di essi, e della Coscienza come spettatrice all’estremità della seconda sala (1915)“.

A me piace immaginare che la Coscienza affacci su un balcone, su un terrazzo, o qualsiasi cosa renda l’idea di una esposizione sulla realtà esterna. L’affaccio da cui ogni singola Coscienza si mostra e interagisce con le altre Coscienze in giro nello stesso luogo e nello stesso tempo. 

N.B. Questa prima teorizzazione della mente sarà poi successivamente rielaborata dallo stesso Freud.

Bibliografia: “Introduzione alla Psicoanalisi” di S. Freud (1915-17) Bollati – Boringhieri Editore (1969)

Antonio Lorusso

Psicologo - Psicoterapeuta

Iscritto all'albo degli Psicologi di Basilicata n. 479

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